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4.8/5

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Valutazione cliente
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Francesco R.

Valutazione cliente
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Domande frequenti

Può richiedere un prestito con cessione del quinto dello stipendio chi appartiene a una delle seguenti categorie: dipendenti pubblici, dipendenti privati, pensionati. Inoltre, oltre alla cessione del quinto, i dipendenti pubblici o privati possono richiedere anche la cosiddetta Delega, cioè un ulteriore prestito anch’esso con rata massima pari a 1/5 dello stipendio e durata massima di 120 mesi: si arriva così a impegnare fino al 40% del proprio salario, una sorta di “doppio quinto”. Anche i pensionati possono fare richiesta di cessione e in tal caso si parla di cessione del quinto della pensione, tuttavia per questi ultimi la scadenza del prestito non deve superare il novantesimo anno di età e, come per i lavoratori dipendenti, la durata del finanziamento non può andare oltre i dieci anni.

Con la cessione del quinto il finanziamento è garantito dalla busta paga o dalla pensione nel senso che è il datore di lavoro, non il richiedente, a pagarne l’estinzione: infatti spetta al datore di lavoro (nel caso di pensionati all’INPS) il compito di pagare materialmente la rata al creditore trattenendo l’importo direttamente dalla busta paga del dipendente o dalla pensione del pensionato. La legge prevede inoltre che al momento della sottoscrizione del contratto di cessione con la società finanziaria si stipuli un’assicurazione sui rischi vita e impiego. La copertura assicurativa sul rischio impiego tutela dal rischio di perdita del posto di lavoro in quanto dà all’ente creditore diritto di rivalsa nei confronti del debitore nei limiti del TFR maturato. Il trattamento di fine rapporto viene cioè accantonato dall’azienda in un apposito fondo e resta indisponibile per il debitore che accende il finanziamento: si tratta quindi di un’assicurazione a vantaggio della sola finanziaria, non del dipendente. Nel caso di rischio di premorienza l’assicurazione interviene senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi. Nel caso dei pensionati, l’unica assicurazione obbligatoria è quella relativa al rischio morte.

Il vantaggio principale della cessione del quinto sta nel fatto che, trattandosi di un’operazione di credito in qualche modo garantita, lascia all’istituto finanziatore molta flessibilità nella valutazione delle richieste: questo vuol dire che una volta garantito il rispetto dei requisiti di ammissibilità tanto del richiedente quanto dell’azienda per cui egli lavora (nel caso di lavoratori dipendenti), la probabilità di vedersi accordare il prestito è piuttosto alta. Le garanzie, unitamente all’automaticità dei pagamenti, rendono l’operazione abbastanza sicura per il finanziatore, che di conseguenza concederà finanziamenti anche a persone con una storia creditizia non perfetta a causa della quale difficilmente avrebbero accesso a forme alternative di finanziamento (come i prestiti personali). Un secondo vantaggio deriva dal fatto che l’importo massimo del finanziamento è connesso sia al livello di retribuzione che all’anzianità lavorativa del richiedente, cosa che in alcuni casi consente di finanziare importi considerevoli.

La cessione del quinto è un prestito non finalizzato il cui importo viene erogato direttamente al richiedente, che potrà utilizzare la somma a sua totale discrezione. Niente di diverso quindi da un prestito tradizionale, se non per alcuni aspetti fondamentali.
Il primo è il calcolo della rata, non superiore a 1/5 dello stipendio netto o della pensione. L’altro aspetto di differenza importante è la garanzia del rimborso, ad opera del datore di lavoro o dall’ente pensionistico che di fatto provvedono a versare le rate ogni mese trattenendole dalla busta paga o dalla pensione. Una garanzia che consente l’accesso a questa forma di credito anche di soggetti protestati o che hanno avuto problemi di solvibilità.
Un’ulteriore differenza è la necessità di stipulare un’assicurazione rischio vita e/o impiego, a seconda che si sia dipendenti oppure pensionati, così da garantire il rimborso del finanziamento anche nel caso di perdita del lavoro oppure malattia grave o decesso.

Se si ha bisogno di ulteriore liquidità, è possibile ricorrere al rinnovo della cessione del quinto, così da prolungare la durata e ricevere una somma maggiore rispetto a quella iniziale.
Per rifinanziare il prestito è necessario estinguere quello originario e riattivare una nuova cessione del quinto.
Non sempre tuttavia questo è possibile, ma occorre che siano trascorsi almeno 2/5 della durata del prestito in corso, pari al 40% dell’ammortamento. Fanno eccezione i prestiti con durate inferiori o uguali a 60 mesi, che invece consentono di richiedere il rinnovo in qualsiasi momento, purché il nuovo finanziamento che si va ad attivare abbia una durata di 10 anni (120 mesi) e che sia il primo finanziamento di lunga durata richiesto.
Prima di procedere con il rinnovo della cessione, la banca provvederà a recapitare al titolare del prestito il conteggio estintivo, un documento che contiene il riepilogo della somma da rimborsare e le modalità con cui restituirla.

La peculiarità di un prestito con cessione del quinto sta nel suo funzionamento, basato su una mera operazione di calcolo. La somma che il dipendente o il pensionato possono richiedere con la cessione del quinto non può infatti essere decisa a priori, ma dipende dall’ammontare dello stipendio o della pensione mensili diviso 5.
Calcolare l’importo che si può ottenere con un prestito della cessione del quinto è semplice. Basta partire dal salario netto (salario lordo meno il 27% di trattenute) e moltiplicarlo per il numero di mensilità previste dal contratto. La cifra ottenuta va poi suddivisa per 12 (le rate annuali del finanziamento) e ancora per 5: la somma finale rappresenta la quota cedibile, cioè la rata massima consentita per il prestito.

Contrariamente a un prestito tradizionale, la cui entità dipende dal profilo del richiedente e dalla disponibilità della banca, un prestito con cessione del quinto può avere importi anche molto alti. Il motivo è che la somma finanziata dipende dall’importo dello stipendio o della pensione: quanto più alto è il salario netto, tanto maggiore sarà la rata massima concessa e l’intero ammontare del prestito.

Inoltre, proprio perché si tratta di un prestito garantito dall’azienda o dall’ente pensionistico, la durata sarà mediamente più lunga, fino ai 10 anni (cosa difficilmente riscontrabile in un classico prestito personale) con conseguente aumento dell’importo.

Ci sono inoltre molte altre variabili determinanti per la definizione dell’ammontare erogato: dal tipo di impiego del dipendente, se pubblico o privato, alla valutazione dell’affidabilità dell’azienda da parte della compagnia di assicurazione che emetterà la polizza obbligatoria.